Domanda 8

In relazione al quesito posto deve rilevarsi che da un punto di vista sistematico non può che ritenersi prevalente la lettera legis, ossia il D. Lgs. 50/2016, art. 97, comma 2- con, conseguente, immediata applicazione del metodo e dei riferimenti contenuti nel citato articolo di legge.
Per quanto attiene, poi, alla interpretazione dell’allegata sentenza del Consiglio di Stato, non può che rilevarsi che si trattava dell’applicazione del metodo di cui all’art. 97, comma 2 lett. e).
Infatti il 10%, richiamato nella sentenza, è esattamente il valore delle offerte che doveva a essere escluso dal computo della soglia di anomalia applicando detto metodo di calcolo.
In buona sostanza il Consiglio di Stato – nel risolvere la questione sottoposta alla sua attenzione, che verteva sul tema del computo, o meno, delle offerte “tagliate” nel calcolo dello scarto aritmetico medio – ha voluto fare una ricognizione del metodo del calcolo in sé, proponendo una sorta di vademecum delle varie fasi che devono essere espletate, ma applicabile al solo metodo di cui al caso che occupava il consesso (ossia il richiamata art. 97, comma 2, lett. e).
Tuttavia, è evidente che tale ricognizione non può che essere parziale in quanto – a oggi – con la vigenza del nuovo D. Lgs. 50/2016 ss.mm.ii. i metodi di calcolo della soglia di anomalia sono esattamente 5 e, dunque, quello ricostruito dal CdS è solo un memo parziale (che ha avuto l’intento di spiegare come si deve operare con il taglio delle ali nel computo dello scarto aritmetico medio) – applicabile al solo metodo di cui alla lett. e), del comma 2, dell’art. 97 e con nessuna pretesa di valenza negli altri casi.
Oltre a ciò, si tenga presente che una diversa interpretazione della suddetta sentenza non avrebbe alcun senso, in quanto la stessa sentenza andrebbe a scontrarsi anche con tutti gli altri metodi di calcolo previsti dall’art.97, comma 2.
Infatti, si ricordi che i metodi di calcolo della soglia di anomalia sono estratti dalla Commissione o dal RUP tra i seguenti metodi:
a) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del venti per cento, arrotondato all’unità superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta media;
b) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del venti per cento rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso arrotondato all’unità superiore, tenuto conto che se la prima cifra dopo la virgola, della somma dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi è pari ovvero uguale a zero la media resta invariata; qualora invece la prima cifra dopo la virgola, della somma dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi è dispari, la media viene decrementata percentualmente di un valore pari a tale cifra;
c) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, incrementata del quindici per cento;
d) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse incrementata del dieci per cento;
e) media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte le offerte ammesse, con esclusione del dieci per cento, arrotondato all’unità superiore, rispettivamente delle offerte di maggior ribasso e di quelle di minor ribasso, incrementata dello scarto medio aritmetico dei ribassi percentuali che superano la predetta media, moltiplicato per un coefficiente sorteggiato dalla commissione giudicatrice o, in mancanza della commissione, dal RUP, all’atto del suo insediamento tra i seguenti valori: 0,6; 0,7; 0,8; 0,9.